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Implantologia Transmucosa

Esiste una nuova tecnica di Implantologia dentale, la branca dell’Odontoiatria che si occupa della sostituzione di elementi dentali perduti mediante l’uso di protesi. La tecnica di cui parliamo è chiamata in gergo tecnico implantologia transmucosa. Per indicare le finalità e i vantaggi degli interventi di Implantologia transmucosa però, è bene fare una piccola digressione circa le tecniche di intervento tradizionali, per arrivare poi a descrivere l’implantologia transmucosa, indicandone le novità portate. Il nome Implantologia deriva dagli impianti dentali, che sono i ganci che il medico inserisce nelle ossa mascellari o mandibolari, su cui successivamente vengono applicate le protesi vere e proprie. Questi impianti sono fabbricati in titanio, materiale che presenta incredibili proprietà osteointegrative, proprietà in grado di scongiurare del tutto fenomeni assolutamente negativi come quello del rigetto, quando cioè l‘organismo espelle i corpi estranei inseriti al suo interno. Inserire gli impianti necessita il taglio della gengiva e il suo scollamento dall’osso, effettuati mediante l’uso del bisturi. Ne riviene un intenso sanguinamento e la necessità di porre vari punti di sutura. Qui sta tutta la novità dell’Implantologia Transmucosa: attraverso questo innovativo intervento, il medico implantologo non ha bisogni di tagliare la gengiva e scollarla dall’osso mascellare o mandibolare, poiché l’impianto viene saldamente inserito proprio nelle mucose gengivali, attraverso piccoli fori applicati mediante l’uso di frese, non del bisturi, dunque. Si parla appunto di tecniche di implantologia microinvasiva. Questi interventi hanno breve durata: nell’arco di sole 5 ore il paziente può davvero risolvere problemi anche gravi di edentulismo totale o parziale, risultato questo già raggiunto da tecniche quali l’implantologia a carico immediato, che risultavano però decisamente più invasivi proprio a causa del taglio della gengiva. Prima di sottoporsi ad un intervento transmucosico, viene chiesto al paziente di effettuare una tac per vedere se le condizioni generali lo permettono. Per esempio se l’osso risulta troppo piccolo, questa metodologia curativa viene spesso sconsigliata dal medico stesso. Dopo aver pulito le gengive in modo adeguato, l’implantologo inserisce gli impianti con le frese all’interno delle mucose. Sugli impianti in titanio vengono poi applicati i monconi, uno per ogni impianto. I monconi rappresentano le vecchie emergenze, cioè le parti che fuoriescono dalla gengiva, già presenti con interventi tradizionali. Sono le parti su cui viene poi agganciata la protesi, e che ne determinano la stabilità. Una volta sbrigata questa pratica delicata, al medico non resta altro che applicare la protesi o le corone, con gli elementi dentali posticci. I vantaggi sono numerosi, sia per il paziente che per il dentista: come accennato questo intervento non prevede sanguinamenti intensi e non ha bisogno neanche di punti di sutura. Poi non prevede un minor utilizzo di farmaci nel periodo post-operatorio. Infine, grazie alla riduzione di tempi e materiali da utilizzare, l’intervento stesso risulta molto meno costoso in rapporto agli interventi tradizionali. Dunque la tecnica trans mucosa, quando possibile, è davvero l’ideale per giungere ad una compelta risoluzione di problemi legati all’edentulismo, che portano con se uno strascico di altre patologie e compromissioni: per esempio alla masticazione, ma anche alla digestione, alla fonazione e alla respirazione.

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